L’assenza è una presenza costante nella mia vita.
Non riesco mai ad avere tutto quello che vorrei nello stesso momento.
Le cose belle si alternano, ma non si incontrano.
Questo aiuta a tenersi a galla, ma è un forte limite nella ricerca della felicità.
Mi chiedo spesso se sia necessario questo costante oscillare dettato dalla mia totale incapacità di conciliazione, ma le risposte hanno poco potere sui fatti.
Io vago da un estremo all’altro, instancabile.
Non voglio farlo più e lo rifaccio sempre.
Sono su un’altalena e non c’è verso di scendere.
Sfidare la gravità è un gioco pericoloso, hai sempre l’impressione di vincere, ma mentre sogni di arrivare più in alto all’improvviso la spinta finisce e vieni risucchiato all’indietro, rapidamente, senza avere il tempo di capire da cosa ti stai allontanando e perché è successo.
Sei completamente impotente, perché sai che prima di tornare a volare devi per forza scendere, ma non sei sicuro che una volta tornato giù avrai la forza e la voglia di stendere le gambe e ricominciare a salire.
I miei piedi hanno da poco sfiorato il suolo.
Non avevo voglia di prendere la rincorsa, ma stavolta dietro di me c’era qualcuno pronto a darmi una spinta.
E sono di nuovo in volo.





